Archive for May, 2009
Votare per cambiarlo
Lo so, molti elettori sono esasperati, hanno vissuto male questo nuovo partito, lo hanno amato, in alcuni casi, senza essere ricambiati (dal Pd e dalla sua politica). Molti entusiasti della prima ora sono rimasti delusi, molti delusi in partenza sono rimasti entusiasti di essere delusi. Però, facendo questa campagna elettorale, una campagna elettorale difficile soprattutto dalle mie parti (in partibus infidelium), mi rendo conto che da questo Paese sta scomparendo la politica. Ed è pericoloso e preoccupante. E tutto si gioca e si ‘brucia’ in poche battute, sulla sicurezza anche dove sono tutti sicuri, sulla casta anche dove il sindaco guadagna qualche centinaio di euro, sulla polemica e sul gossip, perché non abbiamo parole per descrivere la crisi, per interpretarla, per offrire quelle soluzioni che ci consentirebbero di farvi fronte e di uscirne. La politica non c’è più e, invece, sarebbe necessaria a ciascuno di noi, se solo fosse capace di parlarci, di dirci qualcosa, di permetterci di essere più forti e sereni. Per farlo, ci vuole una forza grande e autorevole, nel nostro campo, perché sia possibile lanciare la sfida a B e ai suoi. È un argomento semplice fino alla rozzezza, il mio, ma è l’unica cosa che sento davvero. Sono preoccupato e sono arrabbiato, come tanti di voi, per il tempo che abbiamo buttato via. Per il futuro che non sappiamo più raccontare. Per la cattiveria di questi tempi. Vorrei che seguiste il mio consiglio, anche e soprattutto se, come me, volete cambiarlo, questo partito. Perché per cambiarlo, prima bisogna votarlo. Bisogna dargli forza, bisogna costruirlo. Fatelo e questa volta, ve lo prometto, non ve ne pentirete. Perché c’è qualcosa di nuovo, nell’aria cupa dei tempi nostri. Il mio è un impegno preciso, non è una favola, anche se mi sento un po’ come il gatto con gli stivali: al giovane che lo riceve come unica eredità, rispondendo alla sua delusione fin troppo comprensibile, il gatto promette: «insieme potremo fare molto». Incominciamo il 6 e il 7 giugno. Perché il Pd più lo voteremo, più lo cambieremo.
Piccole ovvietà
Quattro punti ovvii, per ridurre i litigi e provare a ragionare. Il primo: la frequentazione tra un settantenne e una diciassettenne – al di là del ruolo di lui – è insolita. La famiglia Letizia non sembra stupita, decine di milioni d’italiani sì. Una spiegazione plausibile ancora non l’hanno avuta. Se tanti lavorano di fantasia, a Palazzo Chigi non possono stupirsi.
Ovvietà numero due. Alcune affermazioni del protagonista sono state smentite. “L’ho sempre vista coi genitori”: poi Noemi – ma cosa s’è fatta? era così carina! – salta fuori alla festa del Milan, sbuca al galà della moda, compare in Sardegna. Per cose del genere, nelle altre democrazie, i potenti saltano come tappi di spumante. Noi siamo più elastici – succubi, rassegnati, distratti, disinformati: scegliete voi l’aggettivo – ma un leader politico, perfino qui, dev’essere credibile.
Ovvietà numero tre. Le abitudini e le frequentazioni di Silvio B. riguardano solo Veronica L. (che peraltro s’è già espressa con vigore sul tema)? Be’, fino a un certo punto. Il Presidente del Consiglio guida una coalizione di governo che organizza il Family Day, mica il Toga Party o il concorso Miss Maglietta Bagnata. Michele Brambilla – vicedirettore del “Giornale”, bravo collega e uomo perbene – spiega che, per il mondo cattolico, contano le azioni politiche, non i comportamenti coerenti. Io dico: mah!
Ovvietà numero quattro. L’opposizione, in tutte le democrazie, cerca i punti deboli dell’avversario, soprattutto alla vigilia delle elezioni. Dov’è lo scandalo, qual è la novità? Se Piersilvio s’indigna, non ha idea di cosa avrebbe passato suo padre in America, in Germania o in Gran Bretagna (dov’è inconcepibile che i capi di governo possiedano televisioni). Non solo in questi giorni: negli ultimi quindici anni.
Bene: quattro cose ovvie, in attesa di sviluppi. Intanto s’è insediato quietamente il governo Letta. Qualcuno che coordini ci vuole. C’è da lavorare, e il Capo è altrove.
(Beppe Severgnini su Corriere.it)
Una risata vi seppellirà
Al minuto 4 e 19 secondi.
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Towel Day 2009
towel, it says, is about the most massively useful thing an interstellar hitch hiker can have
Pura lana
“Dico subito chiaro e tondo che mia figlia è illibata. Ricordatevi questa parola: illibata. E ne sono orgoglioso. Il resto sono tutte illazioni di cui saranno chiamati a rispondere quanti continuano a offendere la mia famiglia” continua il padre. “Voi dei giornali ne avete dette di tutti i colori e sa cosa rispondo? Se vogliono si può fare sempre la prova del Dna…”, assicura Letizia.
(il padre di Noemi Letizia a un’intervista al Mattino, via Repubblica)
E non è un piccolo particolare
Piccoli cambiamenti su questo blog.
Giulia… permetti due parole?
Ahò Giulia, vacce te a fà la spesa. E poi ne riparliamo che voglio vede’ quanto sei ottimista.
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Invadere il PD
Perché una persona gay non dovrebbe votare Sinistra e Libertà con segretario un personaggio come Niki Vendola e invece votare il Partito Democratico di Franceschini?
Per due motivi. Primo: perché per cambiare le cose bisogna essere incisivi. Guardiamoci in faccia: nessun progetto di riforma della società italiana potrà concretizzarsi se non attraverso l’impegno del partito architrave del centrosinistra italiano. Non so voi, ma a me le battaglie di testimonianza non bastano e non interessano più. Se più persone di vedute laiche votassero il Pd, si iscrivessero al Pd e “invadessero” il Pd, facendosi contare e facendo sentire la loro voce, non credete che sarebbe più facile spostare l’asse del partito su determinate questioni, o quantomeno migliorare la qualità del dibattito interno e delle voci che lo compongono? In qualsiasi partito di grandi dimensioni esistono sensibilità diverse sui temi più svariati. Se però su un determinato tema una parte in causa decide di mollare il campo, allora è un suicidio: l’altra parte la farà da padrona, perché in politica i vuoti non esistono. Secondo motivo: io ho molta stima di Nichi Vendola, ma in queste elezioni europee lui è un candidato che non esiste per un partito che non esiste. E’ un candidato che non esiste perché non metterà mai piede in parlamento europeo, considerato il ruolo istituzionale che oggi ricopre. Il suo partito non esiste perché Sinistra e Libertà è l’ennesimo cartello elettorale che si scioglierà un secondo dopo il voto, composto da forze politiche di dimensioni infinitesimali che si guardano in cagnesco per mesi e poi a poche settimane dalle elezioni si uniscono in queste alleanze improvvisate ed estemporanee. Alleanze che anche questa volta, come alle politiche, non sorpasseranno lo sbarramento e renderanno inutile ogni voto a loro attribuito. Pensiamola come la si vuole sullo sbarramento – secondo me era evitabilissimo – ma se un cartello composto da cinque partiti diversi non riesce ad arrivare nemmeno al 4%, di cosa stiamo parlando? Anche qui, si tratta di scegliere tra ininfluenti candidature di bandiera, e la possibilità di premiare – attraverso le preferenze – le persone che dentro il Pd si distinguono per il loro punto di vista aperto e laico, perché la loro voce conti di più nel più grande partito del centrosinistra. L’unico che può cambiare le cose.
(Ivan Scalfarotto, intervistato da Gay.tv)
L'anello di congiunzione
Google se n’è accorta. Il resto del mondo dell’informazione italiana un po’ meno.
Scientists working in Africa have discovered a Stone Age skull that could be a link between the extinct Homo erectus species and modern humans.
Endorsement
Per quanto io riconosca che votare PD richiede un grosso sforzo di ottimismo, questo blog sostiene le candidature di
- Ivan Scalfarotto, nella circoscrizione nord-ovest
- Debora Serracchiani, nella circoscrizione nord-est
- Gianpiero Cioffredi, nella circoscrizione centro
Penso che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza di persone. Ma se a un certo punto quella minoranza diventasse maggioranza, non è che poi mi seccherebbe tanto.
