Archive for June, 2009
Vi presento Helene
Vi presento Helene, la nonna di Einstein.
Pastone politico
Io ho sempre pensato che la politica fosse una cosa fondamentale nella vita di un essere umano, o almeno che fosse diventata tale da quel giorno in cui homo sapiens sapiens iniziò a organizzarsi in branchi e poi a vivere come animale sociale.
Ho solo un piccolo problema: a me ragionare di politica fa male alla salute. Nel senso che mi fa venire l’ansia, il magone. In particolare mi capita quando non riesco a convincere delle mie ragioni le persone a cui voglio bene e con cui mi rendo di avere molto in comune. Insomma, ho la sindrome del “ma come fai a non capire?”. Ora, vi sarà ben chiaro che, essendo di sinistra, e in particolare molto affezionato alle sorti del Partito Democratico, la mia vita rischi di diventare un inferno.
Allora ho deciso, che anziché discuterne con i singoli, sarà meglio che io butti qui qualche riga per dire come la penso. Siete d’accordo? Bene, amici. Non lo siete? Ecco: potete anche non dirmelo. Così restiamo amici e non ci pensiamo più.
Io sono convinto che il declino del centrosinistra in Italia sia dovuto principalmente a due fattori. Il primo è il cosidetto “berlusconismo”. E con questo intendo tutta una serie di atteggiamenti sociali oltre che politici che hanno contagiato la vita italiana. Tutti quei comportamenti legati a una impunità diffusa e a una più o meno occulta attitudine a dimostrarsi più furbi del prossimo. Il secondo fattore invece è l’incapacità politica, l’inettitudine e la cecità politica della classe dirigente della sinistra italiana. E con questo non sto parlando dei vari Bertinotti, Pecoraro Scanio o Ferrero. Quelli per me sono semplici casi di narcisismo. Punto. Parlo di gente come Rutelli, Fassino, D’Alema. Insomma di tutti coloro che hanno retto la barra della nave che stava affondando in questi ultimi dieci/quindici anni. La nave è affondata? No, ma poco ci manca. Come diceva quel tale, io sono convinto che “con questi dirigenti non vinceremo mai”. E si badi che dalla pronuncia di quella frase ne è passato di tempo. Ma con ben poche novità. Per esempio, i due candidati (i soli, per ora) alle primarie del PD sono esponenti (Bersani) o sono legati strettamente (Franceschini) a quella dirigenza che ha portato il centrosinistra ad inanellare un fallimento dopo l’altro. Inoltre Bersani rappresenta quell’anima traffichina che ha sempre pensato che la politica consistesse nell’essere più furbi dei propri avversari, in tal modo assecondando di fatto una berlusconizzazione della politica anche nel campo del centrosinistra. Mi piacerebbe tanto riuscirmi a fidare di Franceschini, ma proprio non ce la faccio a dare fiducia a uno che è stato il vice-segretario in uno dei momenti di maggior declino del partito e che viene sostenuto da quelle persone (Marini e Fioroni, per dirne due) che dice di voler sostituire.
E allora che si fa? La soluzione, a volerla vedere, non è così lontana. C’è ma si vede poco. Ed è costituita da tutti quei giovani che nel PD ci lavorano e ci credono. Iniziano a emergere e si sono visti qualche giorno fa al Lingotto di Torino. Li chiamano “i piombini”, ma hanno anche dei nomi e sono quelli di Pippo Civati, Debora Serracchiani, Pierfrancesco Majorino e di tanti altri. Dice “eh, ma con nomi così poco conosciuti non vinceremo mai contro Berlusconi o contro i suoi successori”. Io non riesco a vedere perchè dovrebbe essere così. Obama negli Stati Uniti non era molto conosciuto fino a 3-4 anni fa, eppure. Di sicuro non basta il nome. Anzi, non basta neanche un progetto. Bisogna sudare. E tanto. Bisognerà sudare perchè se si desidera una vittoria che non sia solo furbetta, ma profonda e duratura, bisognerà fare un vero e proprio discorso educativo, bisognerà farla crescere questa Italia, e non assecondare i suoi vizi e i suoi capricci. Bisognerà farla crescere e migliorare e non sarà gioco facile, specie con questa situazione dei mass-media. Di sicuro questo non si può fare mettendo in gioco Bersani, Franceschini o i loro guardaspalle. E’ un mazzo incredibile, quello che ci si dovrebbe fare, ce la faremo?
Io mi ci metto a sbattermi per cercare di cambiare l’Italia, per dare un futuro ai miei figli, per cercare di migliorare la mia vita e quella degli altri. Quello lo farò, a costo di spendere tutte le mie forze per cercare di portare dalla mia parte chi la pensa in maniera diversa dalla mia. Però, per favore, non chiedetemi la fatica di portare dalla mia parte chi già la pensa come me. Questo non me lo chiedete. Non ce la posso fare.
Le tracce d'esame. Quelle vecchie.
C’era una volta l’esame di maturità. Quello mio.
IV: “Matematici e poeti. In un saggio pubblicato a New York nel 1947 si legge: ‘ La matematica è generalmente considerata proprio agli antipodi della poesia. Eppure la matematica e la poesia sono nella più stretta parentela, perché entrambe sono il frutto dell’ immaginazione. La poesia è creazione, finzione: e la matematica è stata detta da un suo ammiratore la più sublime e la più meravigliosa delle finzioni’ (D. E. Smith, La poesia della matematica e altri saggi). Quale senso ha per voi questa idea della matematica come finzione meravigliosa e sublime?”.
(grazie a Pesce)
Basta ai piatti di lenticchie
“In altre nazioni se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perche’ tanta diversita’ in Italia? L’autorita’ senza esemplarita’ di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. E’ pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non puo’ pretendere una ‘zona franca’ dall’etica. Ne’ pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: e’ il classico ‘piatto di lenticchie’, da respingere al mittente”.
(editoriale di Famiglia Cristiana, via Repubblica)
Chemtrails
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=7VmAQqi3OJc&hl=it&fs=1&]
Dedicato
Dedicato a tutti quelli che pensano che Berlusconi sia un capo di governo impresentabile. C’è sempre di peggio.
L'alba a nordest
45.438 preferenze Serracchiani,
41911 Berlusconi
(in FVG, con tre quarti delle sezioni scrutinate)
Il prolungamento
L’inizio dell’editoriale di El Pais:
A scanso di equivoci per Berlusconi: è la stampa democratica quella che rispetta la sua intimità ed è lui quello che continua a cercare di censurarla. Pubblicando le foto delle sue feste private, infatti, non vogliamo giudicare la sua morale di cittadino, ma dimostrare che Berlusconi, come presidente del consiglio, sta cercando di trasformare lo spazio della politica democratica in un semplice prolungamento delle sue relazioni di amicizia e dei suoi divertimenti. Perché è quello che ha fatto – secondo le sue stesse dichiarazioni – quando è stato il momento di compilare le liste elettorali del suo partito o perfino di assegnare gli incarichi di governo
(via Internazionale)
Core de sta città
Magari si diventasse ciechi
Prima si diceva che a fare certe cose si finiva col diventare ciechi.
A quanto pare, a volte si rischia di morire.
Update: molto piu’ elegantemente la msnb parla di incidente.

