Archive for September, 2009
Have you ever heard of Padania?
Tentativi di spiegare ai sudditi di Sua Maestà Britannica la Padania, le ampolle, etc. etc.:
Have you ever heard of Padania? It’s an old politico-geographical concept that comes back regularly in Italian politics. Padania covers broadly what we would call north Italy, enclosing the regions of Piedmont, Lombardy, Emilia-Romagna and Veneto. Padania is the favourite word of the Lega Nord, vitriolic Umberto Bossi’s party, which keeps asking for nothing less than Italy’s complete dismantlement and the immediate secession of Padania, its most industrious and richest part.
(Agnes Poirier sul Guardian)
Nonna Salice
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=aw2iqZeCEgE&hl=en&fs=1&]
L'aria che tira
La Danimarca ha messo ieri in servizio un parco eolico offshore da 200MW con un investimento da mezzo miliardo di Euro. La metà di quanto costa costruire una delle centrali nucleari che sta mettendo in cantiere l’Italia. E questo senza considerare i costi dello smaltimento dei rifiuti radioattivi.
Poi un giorno nel 2020 ci troveremo a leggere le tabelle della produzione dell’energia elettrica e dei suoi costi in Europa. E non capiremo dove e quando abbiamo sbagliato.
Il dove è Palazzo Chigi. Il quando è il 2008.
(da Carletto Darwin)
Flying blind
Whatever the review of US strategy in Afghanistan by General Stanley McChrystal says, one thing has been obvious for months: that the US and UK are flying blind in Afghanistan, pouring blood and treasure into a war that looks increasingly senseless as the days go by. But the solution is not a matter, as McChrystal put it in a statement, of “a revised implementation strategy, commitment and resolve, and increased unity of effort”. Nor is it merely an issue of sending more troops. We will not escape from Afghanistan without greater suffering and cost unless we rethink the purpose of our involvement in Afghanistan.
(M. Boyle sul Guardian)
E noi nel mezzo
Sono morti sei soldati italiani in Afghanistan. Ne sono morti molti altri, ma quelli erano italiani ed erano in Afghanistan. E in Afghanistan ce li ha mandati il governo italiano. Ci piaccia o no, il governo italiano rappresenta tutti gli italiani. Può essere o meno quello che ci piace, ma è così, con buona pace di tutti i cartelli “not in my name”. Quei soldati in Afghanistan ce li abbiamo mandati anche noi. Ce li ho mandati, in piccola percentuale anche io. Ce li ho mandati, anche se non avrei voluto forse. Di fatto, però ce li ho mandati. E da lì quei sei uomini (perchè chiamarli ragazzi? sono uomini.) non torneranno più. Per questo io, seppure in piccola misura, mi sento un po’ responsabile. Anzi no. Perchè la morte è una cosa enorme. E quindi non esiste piccola misura. Quindi anche io mi sento in colpa se quei sei soldati italiani sono morti in Afghanistan.
Quei soldati in Afghanistan ce li abbiamo mandati sì, ma a fare cosa? Boh. Io non l’ho capito ancora. Ci sono due possibilità: sono lì per fare peace keeping oppure sono lì per fare una guerra (magari di liberazione, così suona meglio). Non c’è una terza opzione. Se dovessero fare “ricostruzione” allora non si capisce perché ci siano dei militari e non dei civili. Comunque ancora non ho capito quale delle due cose stiano facendo. Un’amica mi dice “sono lì per far fuori i talebani”. Ah ok. allora è guerra. E così mi torna, visto che il peace keeping è una cosa diversa. Il peace keeping è quello della Bosnia, quello del Libano. La guerra è quella dell’Iraq, del Vietnam. E, per alcune nazioni un po’ più smaliziate (cfr. UK, USA) lo è anche quella dell’Afghanistan. Ma c’è un piccolo particolare: qui nessuno riesce a pronunciare la frase “in Afghanistan noi ci andiamo per fare la guerra ai Talebani”. E allora che si fa? Si mandano dei soldati laggiù a fare una cosa che non è chiara a nessuno. Una cosa che assomiglia molto al fare i capri espiatori alla guerra che fanno gli USA. Ma nessuno sa bene cosa debbano fare laggiù.
E allora muoiono. E allora mi rode un po’ il culo oggi. Perché se almeno della gente viene mandata in Afghanistan a beccarsi le autobomba, qualcuno dovrebbe usar loro la cortesia di spiegare cosa vanno a fare. Almeno.
Velocità smodata
BRUXELLES – E’ nata a 3.000 chilometri all’ora, mentre la madre stava viaggiando a bordo del Tgv, il treno a alta velocita’ francese, tra Parigi e Bruxelles. La partoriente e’ stata aiutata da ben due medici e due infermiere che sono accorse all’appello del capotreno
(dal Corsera)
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=vN2Zc0duSlA&hl=en&fs=1&]
Puro occhio vergine
Ogni tanto bisognerebbe fare finta di non sapere niente di quello che ci è accaduto negli ultimi vent’anni. Guardare con occhio vergine, udire con orecchio vergine. Avremmo visto e udito questo: un signore anziano, con la camicia di un colore stranissimo, che in attesa di omaggiare un dio da lui inventato di nome Eridano, sostiene che Cosa Nostra ha mandato a Roma un torpedone di mignotte per incastrare il suo capo. Ecco.
(Michele Serra, l’Amaca di oggi)
Quale allegria?
Dalla vita ha avuto moltissimo, compreso (e non è poco) l’affetto di un intero popolo che lo considera uno di famiglia. Se ne è andato senza dovere fare i conti (o forse: rifiutandosi di farli, beato lui) con la fine della sua tv, quella delle competenze, dei tempi giusti, della pronuncia scandita perché tutti capiscano e nessuno si senta a disagio. Una televisione del benessere e non del malessere. La sua tv era morta già prima di lui. Ne era vedovo, ma le aveva voluto così bene che fingeva fosse ancora viva, e al suo fianco. Rimpiangeremo entrambi, e con una particolare, affettuosa delicatezza, il vecchio signore vestito di bianco che si faceva portare fuori scena da Fiorello, sottobraccio, ultima inquadratura di un viaggio solo domestico, ma formidabile per quanto è stato lungo, e cocciuto, e vitale.
(Michele Serra su Repubblica)
Va come un missile
In poche cose al mondo, come italiani, siamo secondi solo agli Stati Uniti d’America.
In questo caso, nelle esportazioni di armi.
(via Carletto Darwin)
Stamattina pioveva
Quando ho visto la pioggia ho tirato un sospiro di sollievo.
Pensavo che Berlusconi, oltre a quelle di Boffo, avesse ottenuto anche le dimissioni di Giove Pluvio.